Bluey - Skint
Musicista di grande valore, arrangiatore sopraffino, produttore impeccabile, Deus Ex Machina del favoloso gruppo soul-funk-jazz Incognito. Bluey Maunick è un uomo instancabile e sempre creativo, un artista a tutto tondo in grado di dare vita alla sua musica attraverso svariati progetti, tutti di notevole portata. Naturalmente lo storico gruppo degli Incognito è il suo vero fiore all’occhiello, ma tra le sue altre iniziative figurano anche STR4TA e Citrus Sun. Di tanto in tanto, pubblica lavori a nome semplicemente di “Bluey”, forse per offrire qualcosa di più intimo e personale. Ed è proprio come Bluey che l’artista ha lanciato un nuovo album, intitolato ‘Skint’, che rappresenta la sua quarta raccolta come “solista”. La ragione che lo ha spinto a lavorare da solo, in questa occasione, sembra essere legata ad una drammatica ed inattesa diagnosi di una malattia grave come il morbo di Parkinson. Ne aveva parlato tempo fa tramite la sua newsletter, dichiarando al contempo di voler combattere il male a modo suo, con la musica, ed un impegno costante e positivo, sempre rivolto al futuro. Come afferma lui stesso: “Affrontare il Parkinson non ha comportato solo nuove sfide, ma ha anche rafforzato la mia determinazione ad esprimere ciò che porto nel cuore. Ogni battito è una celebrazione del semplice fatto di essere ancora qui, di poter creare e di entrare in contatto con le persone attraverso la musica”. Così, nei 13 brani che compongono ‘Skint’ (che è un progetto realizzato in quasi totale autonomia) Bluey ha modo di esprimersi, di celebrare la sua continua capacità di fare musica e, tramite essa, di creare un legame con gli altri. L’uscita del nuovo album è stata anticipata, il mese scorso, dalla pubblicazione di una coppia di singoli. Da un lato ‘Life Is A Dance’, un brano festoso, arricchito dai fiati e sonorità jazz; dall’altro ‘Skint’, la title track, un pezzo intelligente e orecchiabile. I brani sono stati realizzati con il contributo di due storici collaboratori degli Incognito, Dominic “Ski” Oakenfull e Mo Hausler. Non deve sorprendere, dunque, che richiamino alla mente il sound classico degli Incognito, con una differenza sostanziale: la voce. Trattandosi di un album a firma Bluey, l’artista ha scelto di mettersi personalmente davanti al microfono, così come aveva fatto nei precedenti capitoli da solista. Probabilmente, lui stesso è consapevole che il canto non è il suo punto di forza (è noto che gli Incognito si avvalgono solitamente di una schiera di cantanti di grande talento). Eppure qui Bluey interpreta i suoi brani con passione, energia e una carica di positività invidiabile. In altri punti dell’album, alcune delle parti vocali di Bluey sono parlate o quasi sussurrate, pervase da una sorta di dolce fisicità. Ascoltate attentamente brani come la nitida "Because Of You" o la timidamente venata di jazz "Best Of Me" per capire cosa intendo. Ecco quindi che il panorama sonoro è esattamente quello che ci si aspetterebbe: tipicamente "Bluey", in tutte le sue incarnazioni. All’interno dell’album troverete molto altro oltre al suo inconfondibile stile, il classico mix tra soul, jazz-funk e ritmi latini. Un chiaro esempio è il brano "She Plays Me", sinuoso e incantevole, che con le sue atmosfere latine rappresenta uno dei punti forti del disco. E di momenti salienti ce ne sono molti altri, in verità. Tra questi, il trascinante e infuocato "Francis Plays Bass" (un altro brano in cui il cantato è quasi parlato) che offre a Francis Hylton, bassista e collaboratore di lunga data degli Incognito, una splendida occasione per mettere in mostra il suo talento. Ovviamente "Skint" è il frutto di un lavoro collettivo, ma resta innanzitutto un album di Bluey: un’espressione molto personale ed intima del suo vissuto attuale. Lui stesso racconta: "La musica è sempre stata la mia cura, ma in questo album è diventata il mio rifugio. Affrontare il Parkinson ha trasformato il mio rapporto con la vita, con la creatività e con il movimento delle mie mani sulla chitarra. 'Skint' non parla di una mancanza, bensì di eliminare il superfluo per riscoprire ciò che conta davvero: la passione, la verità e una connessione autentica". In sostanza, "Skint" è un promemoria in musica: qualunque sia la difficoltà che ci si trova ad affrontare, la musica è sempre in grado di offrire una risposta. Un disco con una produzione meno roboante e ricca rispetto al grande gruppo, più essenziale e minimalista. Si può forse dire che Skint non appaia come un capolavoro, magari come lo sono i primi album degli Incognito, ma si può al tempo stesso affermare che si tratta di un’opera di valore, molto intensa, estremamente passionale e genuina. Grande Bluey, siamo tutti con te.

















