New York Electric Piano – Keys To The City Volumes 1 & 2
I New York Electric Piano sono un trio jazz nato nel 2003, tutto costruito attorno al suono del piano elettrico Fender Rhodes, suonato dal leader e pianista Pat Daugherty. La band è completata dal bassista Tim Givens e dal batterista Aaron Comess (Ex Spin Doctors): i tre si sono conosciuti sulla scena musicale newyorkese della fine degli anni '90, decidendo di unire i loro talenti per dare vita ad un progetto piuttosto originale. L’architettura musicale del trio non rappresenta certo una novità in ambito jazzistico, ma imperniare tutto sul sound del piano elettrico è di sicuro una scelta piuttosto inusuale. I New York Electric Piano hanno dunque iniziato la loro carriera come trio, rimanendo ancorati a questa formula per i loro primi tre album. Dal quarto album, King Mystery del 2008, la band si è allargata ad un settetto. Dopo un piccolo rimpasto, questo Keys To The City Volumes 1 & 2 ha visto un'ulteriore espansione, fino ad un ottetto con ospiti aggiunt,i estrinsecato in un doppio cd. Il tastierista, cantante e compositore Pat Daugherty è comunque ancora saldamente al timone di un gruppo che continua a dispensare un sound affascinante. Un'uscita con un doppio disco potrebbe essere considerata piuttosto avventata in un periodo di crisi discografica come quello attuale, ma evidentemente la band aveva molto nuovo materiale a cui attingere. Il primo disco è ricco di brani che sfruttano appieno le vocalist della band, mentre il secondo è interamente strumentale. In entrambi i dischi, la band è compatta e swingante, con la sezione ritmica del batterista Aaron Comess e del bassista Tim Givens costantemente sul pezzo, a creare una base eccellente per consentire ai membri del gruppo di dare il meglio. Una curiosità è anche l’utilizzo di una inedita tastiera MIDI, sviluppata da Leon Gruenbaum, chiamata Samchillian, che aggiunge alla musica un tocco originale e futuristico. I brani del secondo disco sono piuttosto imprevedibili, di certo originali, con cambi di ritmo e un mood in costante fermento. "Instrumental Health" è impostata in un semplice4/4, di estrazione rock, con un interessante riff del sassofonista Erik Lawrence. Segue "Tears of a Skyscraper", una deliziosa ballata molto fluida. "Area 6 7 8" è un brano che passa con disinvoltura dal funk al prog con un tocco di free jazz. Sebbene il volume 2 sia solido e godibile, è il primo CD, quello in cui la band è affiancata dalle cantanti Deanna Kirk e Ava Farber, a contenere la musica più creativa ed intrigante di Keys To The City. La voce di entrambe le vocalist sa essere sinuosa, sexy, funky e a tratti morbida e suadente. Lo stesso Pat Daugherty offre uno stile vocale diverso dal solito: rappando spesso piuttosto che cantando, offre un efficace contrasto rispetto alle due cantanti ed aggiunge un tocco di ironia alla sua interpretazione, con la sua voce particolarmente raffinata. "Very Nice" fonde i suoi testi eccentrici con un'atmosfera R&B stile anni '80, mentre "Temple Dog" è aggraziata ma trascinante. L'atmosfera old-school prosegue con "Scrapple for the Apple", con i suoi richiami al soul degli anni '70 che riportano a band come Sly and the Family Stone. Stephen Perkins, dei Jane's Addiction, si unisce alla cantante Jennifer Conley e al flautista (ed ex membro dei NYEP) Till Behler in "In This Land". Questo è uno dei brani più ambiziosi di Keys To The City Volumes 1 e 2: ampio nella sua portata lirica e strumentale, è quasi un mini affresco contemporaneo. In effetti, i New York Electric Piano sono una band che sembra intenzionata ad ampliare i suoi orizzonti e così anche la sua visione per il futuro. Un gruppo che ha il talento e la creatività per essere all'altezza delle sue stesse, notevoli, ambizioni.


















