Poogie Bell Band – Get On The Kit


Poogie Bell Band – Get On The Kit

Ebbi modo di ascoltare dal vivo Poogie Bell ad un concerto di Marcus Miller e rimasi incantato dalla sua tecnica e dalla sua energia. Un corpulento e talentuoso batterista capace di proporre ritmi complessi, swing e groove sofisticati, conditi da una tecnica sopraffina. Poogie Bell oltre che un batterista è un compositore, un arrangiatore e un produttore discografico. Ha suonato e registrato con Chaka Khan, Luther Vandross, Herbie Hancock, Marcus Miller, Stanley Clarke, Erykah Badu, John Scofield, David Sanborn, Joe Sample, Al Jarreau, e molti altri. Da tempo guida la Poogie Bell Band, il suo gruppo jazz fusion. Poogie è nato a Pittsburgh nel 1961 e lì ha trascorso i suoi primi anni. Figlio di Charles Bell che era un pianista jazz, si può dire che sia cresciuto con la musica nel sangue. Talento naturale e precocissimo fece il suo debutto in concerto suonando con suo padre alla Carnegie Hall di Pittsburgh quando non aveva ancora compiuto 5 anni. La famiglia di Poogie si trasferì a New York City, dove suo padre divenne professore di musica e continuò a esibirsi con il suo quartetto. A New York Poogie conobbe Max Roach e Ornette Coleman che qualche volta suonavano con suo padre nella loro casa. Il grande bassista Paul Chambers era un loro vicino. Con queste premesse, Poogie iniziò la sua carriera professionale suonando e collaborando con i migliori musicisti dell’epoca ed esplorando un ampio ventaglio di generi. Get On The Kit è il secondo album con la sua band, uscito nel lontano 2006. Un lavoro che fonde tocchi di moderno jazz con le atmosfere delle buone vecchie composizioni fusion in stile anni '70. Il tutto è sapientemente mescolato con un ottimo gusto improvvisativo, sul quale Poogie innesta accenni di R&B, Hip-Hop e Rock. Get On the Kit presenta non solo lo straordinario basso di Marcus Miller, la cui fama è ormai planetaria, ma anche un creativo lavoro di chitarra fusion di Juan Vasquez e la precisa ed intelligente mano di Howie Alexander alle tastiere. La sezione fiati è composta da maestri come Ian Gordon (tromba), Reggie Watkins (trombone) e Tony Campbell (sassofono contralto). Inutile sottolineare come la presenza di Marcus Miller sia di per sè un plus di inestimabile valore, ma va anche ribadito che la personalità di Poogie Bell sia ben delineata, così come il suo formidabile talento batteristico. Poogie è davvero uno dei migliori sulla piazza e probabilmente non gode di tutta la considerazione che invece meriterebbe. Le tracce tendono verso il funk e la fusion soprattutto in alcuni dei primi pezzi dell'album: lo si può sentire in brani come l'introduttiva "Hi There" per sola batteria e nella successiva e dinamica "Dark and Happy". "Jamestown" mette in mostra una brillante sezione di ottoni che aggiunge più peso alla già formidabile linea funk della canzone. La fusion e il jazz animate dal colore degli anni '70 e '80 sono comunque un’influenza evidente in tutto questo album. Un fattore che si può apprezzare dal modo in cui "Adolescence" utilizza i fiati di ispirazione classica in combinazione con il groove dettato dal basso elettrico ed il sound del clavinet. Ritmo e synth caratterizzano "Pay Attention!", mentre il basso è martellante in "Creepin'. "Funky Helmet" esibisce una energetica modernità basata sui sintetizzatori che creano una combinazione molto interessante, qualcosa in grado di ammaliare l'ascoltatore. Purtroppo le note di copertina non forniscono informazioni dettagliate sui musicisti coinvolti: è presente solo un lungo elenco di ospiti ma non c'è modo di sapere in quali tracce si esibiscano. Un piccolo inconveniente di fronte ad un grande risultato sonoro. La Poogie Bell Band offre un programma musicale perfettamente tagliato sulle esigenze di chi ama la batteria, la ritmica e più in generale un suono funk fusion praticamente perfetto. Come detto, Bell è un batterista strordinario, uno dei migliori attualmente in circolazione: creativo, vario, funambolico ma anche raffinato ed intelligente. Get On The Kit è un album da ascoltare ed apprezzare per la tecnica, per la musica e soprattutto per il suo irresistibile e contagioso groove.