Joe Baione – Vibe Check
Nella storia del jazz è nota agli appassionati una relativa rarità di specialisti del vibrafono. Questo resta uno dei misteri di questo genere musicale. Nonostante la bellezza naturale del suono dello strumento e la sua innegabile importanza storica ben testimoniata dalla bravura e dalla fama dei suoi più famosi esponenti, come Lionel Hampton, Milt Jackson e Bobby Hutcherson, sono relativamente pochi gli artisti che hanno scelto di eleggere il vibrafono come loro principale mezzo di espressione. Fortunatamente, un personaggio come Joe Baione ci dimostra che il retaggio dei grandi del passato è in ottime mani ed anche al giorno d’oggi è possibile godere del fascino indiscutibile del vibrafono. Il musicista di origine italiana ha appena pubblicato un nuovo album, intitolato Vibe Check, che presenta al meglio da un lato il sound del vibrafono e dall’altro propone un jazz vibrante e dinamico nel solco della tradizione. Alcuni dischi richiedono tempo per appassionare, mentre altri catturano fin dal primo ascolto. Vibe Check rientra senza dubbio in quest'ultima categoria. Joe è supportato da una eccellente band con Duane Eubanks alla tromba, Toru Dodo al piano, Marco Panascia al basso e Jerome Jennings alla batteria, insieme alla figlia di Baione, Alexis Baione, ospite in qualità di cantante. Vibe Check offre un mix unico di moderna creatività e fascino nostalgico, riuscendo a trovare un punto di equilibrio tra l’estetica degli anni Sessanta ed una fresca sensibilità contemporanea. Con questa sua uscita, Baione ha creato un album tanto vivace quanto coeso. Vibe Check si apre con "The Journey", che lancia l’ascolto con il suo swing allegro e il suo serrato lavoro d'insieme. La chimica tra i musicisti è evidente in tutto il lavoro, poiché ogni musicista ha il suo momento per brillare. Il vibrafono di Baione è in primo piano, il suo tocco è molto espressivo ed il fraseggio decisamente ricco d’inventiva. Ciò fornisce le basi per una palpitante conversazione musicale. Una traccia di spicco, "Come Close", introduce un groove ispirato al reggae con i testi scritti e cantati dalla figlia di Baione, Alexis. La sua interpretazione vocale e il ritmo irresistibile della canzone creano una traccia che appare fresca e nuova, pur adattandosi perfettamente alla struttura jazzistica dell'album. "Hot Mama" prende una piega diversa, portando con sé un ritmo latino che spinge al movimento ma non manca di destare attenzione. Il suo groove ballabile così come le improvvisazioni evidenziano la capacità di Baione di infondere il jazz tradizionale con un tocco contemporaneo. Tracce come "Lulu" mettono in mostra come l'energia swingante del bop sia nelle corde del musicista. "Lost Control" canalizza invece lo spirito di leggende del soul-jazz come Blue Mitchell e Horace Silver con il suo groove ispirato al boogaloo, forte di una bella melodia. Va detto che un album come Vibe Check delinea in qualche misura un quadro del percorso artistico e professionale di Joe Baione. Dopo 27 anni di carriera come direttore d’orchestra in una scuola pubblica, Baione si è dedicato completamente al suo sogno di produrre un album jazz di livello mondiale. La sua passione e dedizione traspaiono, non solo nel suo modo di suonare, ma anche nelle sue composizioni e nei bellissimi arrangiamenti. Molte delle tracce, tra cui "Lost Control", "Faith Is My Destiny" e "Quiet Ways", sono rivisitazioni di canzoni scritte dal padre di Baione più di 40 anni fa: questo aggiunge un tocco molto personale al disco. La band qui riunita è ugualmente di notevole spessore artistico. Eubanks porta calore e lirismo ai suoi assoli di tromba, mentre il lavoro al pianoforte di Dodo brilla per finezza ed energia. Panascia ancora il gruppo con le sue linee di basso sempre melodiche, e la batteria di Jennings sa essere sia propulsiva che delicata. Insieme, creano un suono innegabilmente moderno ma intriso di tradizioni jazz classiche. Con Vibe Check, Baione dimostra di essere non solo un maestro del vibrafonismo, ma anche un narratore, intrecciando storia personale, legame familiare e passione per il jazz in un album coerente ed accattivante. Sia che lo si giudichi per le sue melodie orecchiabili, sia che si valutino le performance virtuosistiche, o ancora per i nostalgici richiami al jazz di metà secolo, Vibe Check soddisfa tutti i requisiti e non mancherà di risultare molto apprezzato da un vasto pubblico di ascoltatori.


